Lo Sporting Sala Consilina centra un traguardo importante. Nonostante una fase recente con prestazioni altalenanti, la squadra conquista i playoff con tre giornate di anticipo ed entra tra le prime otto d’Italia. Un risultato che non arriva per caso. È il frutto di un percorso costruito negli anni, fatto di scelte, sacrifici e crescita continua. Per raccontarlo abbiamo raccolto le parole della proprietà, Antonio e Giuseppe Detta, due visioni diverse ma complementari dello stesso progetto.
Avete costruito un percorso che vi ha portato dalla base alla Serie A e oggi ai playoff. Qual è stata la scelta più importante?
Antonio Detta: “Questo progetto nasce da lontano, con il desiderio e il sogno di ambire alla massima serie e di far parlare di noi, del nostro territorio.
Ogni anno, sin da quando abbiamo iniziato questa avventura sportiva, è stata un continuo work in progress, alzando di volta in volta l’asticella e l’ambizione, ma sin da subito militando in ogni campionato da vertice….senza temere nessuno “le grandi”, facendo sempre sentire la nostra presenza forte ed ostica. Grazie a tutto questo cuore oggi siamo qui. Siamo al terzo anno in Serie A e con la nostra prima qualificazione in Coppa Italia e Play Off, sicuramente da considerarsi un riconoscimento importante per tutti noi, significato del buon lavoro fatto fino qui, ma che deve spronarci per continuare a far bene e a migliorarci. Tutto ciò è stato possibile grazie alla costruzione attenta e miticolosa del roster, a perfezionarlo di anno in anno, nonchè della scelta dell’attuale mister che ha corretto ciò che nei primi due anni di serie A non sono andate per il meglio.”
Giuseppe Detta: “La verità è semplice. Abbiamo sempre pensato alla squadra, ogni giorno. Abbiamo costruito il gruppo anno dopo anno, cercando giocatori giusti, non nomi a caso. La scelta del mister è stata fondamentale. Ha portato ordine, ritmo, mentalità. Oggi quello che vediamo è il risultato di un lavoro fatto dentro, nello spogliatoio, non fuori.”
Arriviamo ai playoff dopo un periodo non continuo. Come lo spiegate?
Antonio Detta: “Dopo lo stop di circa 1 mese per gli europei di futsal, si è e vero è scesa in campo una squadra completamente diversa rispetto al girone di andata dove abbiamo visto uno Sporting completamente diverso, un’armata. Sinceramente ad oggi, nonostante i vari confronti con tutti, non riusciamo a capire cosa sia successo al roster, crediamo un calo mentale, la non predisposizione per alcuni giocatori a militare a questi livelli e con questi ritmi, …cosa che sta influendo sull’intero gruppo. Per poter affrontare la fase decisiva, per valorizzare il lavoro svolto fin qui, devono metterci grinta, cuore e passione, senza tutto ciò credo non riusciremo a spuntarla sulle altre che hanno un roster di esperienza e più carattere per la categoria, oltre al fatto che alcune di queste conoscono molto bene tale evento. ”
Giuseppe Detta: “Il problema non è il valore, quello lo abbiamo. Il problema è la testa. Nel girone di andata giocavamo liberi, adesso in alcuni momenti ci blocchiamo. E in Serie A, se ti fermi un attimo, paghi subito. Ai playoff non puoi pensare troppo. Devi giocare, lottare, stare dentro la partita fino alla fine. Tutto passa da lì. Bisogna avere sempre fame!”
Essere tra le prime 8 d’Italia è un punto di arrivo o uno step?
Antonio Detta: “Se dobbiamo essere sinceri, siamo si contenti del lavoro fatto e delle qualificazioni, ma se dobbiamo dirla tutta non siamo contenti della discontinuità che stiamo vedendo e che stiamo attraversando. Questa cosa ci rammarica molto e ci dispiace perchè avremmo potuto avere tanti più punti soltanto con un pò di grinta e voglia di vincere, di far bene fino all’ultimo secondo. Speriamo le cose cambino e che per il bene di tutti si scenda in campo per onorare al massimo i colori gialloverdi.”
Giuseppe Detta: “L’ambizione porta emozione, ma anche responsabilità. Per me questo non è un traguardo, è un punto di partenza. Arrivare fin qui è stato importante, dà valore al lavoro fatto, ma non basta. Dentro lo spogliatoio lo sappiamo bene, nessuno si sente arrivato. Adesso viene il momento che conta davvero. I playoff non perdonano, ti mettono davanti alla realtà. Lì non puoi nasconderti ma è il momento in cui capisci chi sei come squadra e quanto vuoi andare avanti. Sta tutto lì. Dipende da noi.”
Quanto pesa il legame con il territorio?
Antonio Detta: “Questa è una bella domanda, anche se devo essere sincero, un pò sofferta. Se siamo qui oggi a rappresentare il nostro territorio nella massima serie di futsal italiano è grazie a noi in prima persona che ci abbiamo creduto sin dall’inizio e poi agli attuali sostenitori locali che sono subentrati da qualche anno e che hanno seguito la scia, anche se purtroppo sono molto pochi per la grandezza e per l’importanza dell’intero progetto sportivo. Avremmo bisogno di perfezionare e accrescere la raccolta di Sponsor perchè militare in Serie A non è semplice, soprattutto per fare campionati di vertice, play off, coppa Italia, ecc… e confrontarci con colossi della categoria.
Lo Sporting ha costruito basi solide, dentro e fuori dal campo. La qualificazione ai playoff e la presenza alla Final Eight confermano che il progetto è credibile e ha una direzione precisa. Ora serve continuità. Il futuro passa da due fattori. Il campo e il territorio. Da una parte c’è una squadra che vuole crescere e misurarsi con le migliori. Dall’altra c’è un’opportunità concreta per aziende, enti e realtà locali. Lo Sporting oggi è una vetrina nazionale. Porta il nome del territorio in tutta Italia, tra dirette, media e competizioni di alto livello. Questo valore va riconosciuto e sostenuto.
Il messaggio è semplice. Per fare un passo in più serve farlo insieme. Il club è pronto. Ora tocca al territorio accompagnare questa crescita e trasformarla in qualcosa di ancora più grande.
Ufficio Stampa
Sporting Sala Consilina

