{"id":1074,"date":"2021-02-02T23:09:29","date_gmt":"2021-02-02T22:09:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.asdsportingsalaconsilina.it\/detta\/?p=1074"},"modified":"2022-02-05T02:03:49","modified_gmt":"2022-02-05T01:03:49","slug":"il-male-occulto-del-calcestruzzo-non-e-la-carbonatazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.asdsportingsalaconsilina.it\/detta\/2021\/02\/02\/il-male-occulto-del-calcestruzzo-non-e-la-carbonatazione\/","title":{"rendered":"Il male occulto del calcestruzzo non \u00e8 la carbonatazione"},"content":{"rendered":"<div class=\"section the_content has_content\">\n<div class=\"section_wrapper\">\n<div class=\"the_content_wrapper\">\n<h2>Il calcestruzzo \u00e8 un materiale straordinario.<\/h2>\n<p>Si produce utilizzando materie prime disponibile ovunque, \u00e8 completamente riciclabile, assume qualsiasi forma, grazie all\u2019acciaio \u00e8 in grado di acquisire l\u2019unica propriet\u00e0 in cui \u00e8 debole, la resistenza a trazione, costa poco, resiste meglio di altri materiali a molte azioni esterne, come per esempio al fuoco e all\u2019aggressione ambientale, assorbe CO2, pu\u00f2 essere drenante, pu\u00f2 essere autoriparante, pu\u00f2 essere impermeabile, per alcune tipologie di opere \u00e8 insostituibile, \u00e8 stato addirittura utilizzato per costruire delle navi \u2026 per\u00f2 \u2026ha per\u00f2 un problema, un problema davvero importante.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"img-responsive alignright\" src=\"https:\/\/webapi.ingenio-web.it\/immagini\/file\/12658\" alt=\"diga-in-calcestruzzo-concrete.jpg\" width=\"400\" height=\"300\" \/><\/p>\n<h2>Il problema del calcestruzzo non \u00e8 la carbonatazione<\/h2>\n<p>Il problema non la carbonatazione, ne la resistenza ai cloruri, ne quella al gelo disgelo, ne quella all\u2019abrasione, ne quella agli urti \u2026 a tutti questi problemi ci sono consolidate e affidabili soluzioni tecniche.<\/p>\n<p>Il problema sta nel fatto che \u2026 \u00e8 troppo facile, anzi, apparentemente troppo facile da produrre e mettere in opera.<\/p>\n<p>Sull\u2019aggettivo apparentemente ci torneremo presto. Per il momento concentriamoci sul \u201cFacile\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Il calcestruzzo: un prodotto \u201cfacile\u201d da produrre<\/h2>\n<p>Facile da produrre, perch\u00e8 in Italia per farlo \u00e8 sufficiente avere un impianto di stoccaggio e dosaggio, non serve infatti il mescolatore come in quasi tutti i Paesi civilizzati, qualche dispositivo ambientale, un bollettario, un cellulare, una licenza e qualche permesso. Questa facilit\u00e0 ha portato negli anni del boom dell\u2019edilizia alla nascita di un numero elevatissimo di aziende e impianti.<\/p>\n<p>Nel 2001 il rapporto ATECAP (il primo rapporto del settore, nato su iniziativa di Sandro Polidori, allora presidente della Commissione Economia e Mercato, e del sottoscritto\u00a0 che faceva il giovane direttore pro-tempore) in Italia operavano quasi 2.500 impianti, ma erano solo 3 le aziende con pi\u00f9 di 50 impianti: il 96% delle aziende aveva uno o due impianti.\u00a0 In quegli anni si valutava quindi una produzione di circa 26.000 metri cubi\/annui per impianto. Circa il 90% degli impianti era orizzontale, ovvero il sistema pi\u00f9 lento ma che richiede un minore capitale di investimento iniziale, e solo il 40% degli impianti era automatizzato. Un dato, quello del calcestruzzo prodotto, che \u00e8 cresciuto fino al 2006\/7 quando si sono sfiorati gli 80 milioni di metri cubi, e con essi sono cresciuti anche il numero di impianti. Ricordo che in quegli anni vi erano citt\u00e0 come Bologna o Brescia in cui dove ti giravi vedevi impianti di betonaggio che producevano e pompe che gettavano.<\/p>\n<h2>Arriva la crisi: crolla la produzione di calcestruzzo, ma non il numero di impianti di betonaggio<\/h2>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"img-responsive alignleft\" src=\"https:\/\/webapi.ingenio-web.it\/immagini\/file\/12655\" alt=\"impianto-calcestruzzo-sequestrato-alla-mafia.jpg\" \/>Con la crisi i metri cubi di calcestruzzo prodotti in Italia sono crollati di oltre il 60%, ma il numero di impianti \u00e8 calato di una percentuale inferiore. Al momento si valuta siano ancora attivi circa 2.000 impianti e si sia arrivati a una produzione annua\/impianto di 12\/13.000 metri cubi di calcestruzzo.<\/p>\n<p>Perch\u00e8 ? perch\u00e8 il calcestruzzo \u00e8 apparentemente facile da produrre: calano i volumi, allora si elimina il personale tecnico, di esternalizza il trasporto, si riduce la manutenzione, si comprano materiali pi\u00f9 scadenti, si bollano qualche metri cubi di calcestruzzo in pi\u00f9 (tanto i controlli alla pesa sono pochi) \u2026 e si sopravvive. E questo \u00e8 possibile solo un fatto: perch\u00e8 la percezione comune di tutti, non solo di molti produttori di calcestruzzo, ma anche di una percentuale sconcertante di professionisti, imprese e committenti \u00e8 che il calcestruzzo sia facile da produrre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><img decoding=\"async\" class=\"img-responsive alignleft\" src=\"https:\/\/webapi.ingenio-web.it\/immagini\/file\/12657\" alt=\"impianto-di-betonaggio-sequestrato-alla-camorra.jpg\" \/><\/h2>\n<h2>Poca selezione dei fornitori, pochi controlli<\/h2>\n<p>Allora la variabile principale di scelta diventa il prezzo, anni lo sconto.<\/p>\n<p>Chissenefrega se le sonde dell\u2019impianto non sono tarate, se l\u2019autobetoniera \u00e8 di un padroncino\u00a0 che non fa manutenzione alle pale (quelle che teoricamente dovrebbero mescolare il calcestruzzo in assenza di un mescolatore), se le materie prime non vengono selezionate e controllate, se la prestazione attesa \u00e8 frutto di una ricetta del 2007, se l\u2019azienda non ha un tecnico preparato per la qualifica e controlli del calcestruzzo.<\/p>\n<p>L\u2019importante \u00e8 che il calcestruzzo costi poco. Tanto poi i controlli tornano sempre, chiss\u00e0 perch\u00e8, tanto il direttore dei lavori non sta mai in cantiere. E poi il fornitore ha l\u2019FPC !!!<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il clima che ha favorito la cultura del calcestruzzo depotenziato, termine che piace tanto ai giornali, che nel sud italia ha portato all\u2019infiltrazione della criminalit\u00e0 organizzata, che ha privilegiato chi non investe e penalizzato chi crede nella correttezza e nella qualit\u00e0.<\/p>\n<h2>FPC, un costo inutile per il settore, una certificazione che non fa selezione<\/h2>\n<p>Volete sapere quanti impianti operano in Italia ? Basta andare su <a title=\"Elenco impianti betonaggio\" href=\"http:\/\/sicurnet2.cslp.it\/Sicurnet2\/Certificato\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/sicurnet2.cslp.it\/Sicurnet2\/Certificato<\/a> e si trovano tutti gli impianti operativi. Infatti \u00e8 previsto per legge che un impianto di betonaggio deve avere l\u2019FPC. Ma non \u00e8 purtroppo cos\u00ec.<\/p>\n<p>Innanzitutto che cosa \u00e8 l\u2019FPC: \u00e8 la certificazione del controllo di fabbrica dell\u2019impianto, e prevede alcuni requisiti minimi, tra cui che l\u2019impianto sia automatizzato.<\/p>\n<p>Progetto nobile purtroppo naufragato per una serie di motivi. Primo fra tutti il fatto di aver concesso l\u2019abilitazione a troppi organismi. Prima dell\u2019FPC si occupavano con seriet\u00e0 e continuit\u00e0 dell\u2019argomento cemento e calcestruzzo due organismi: ICMQ e Certiquality.<\/p>\n<p>Poi \u00e8 arrivato l\u2019FPC e gli organismi sono diventati tanti, pi\u00f9 di venti. Era nata non l\u2019esigenza di fare qualit\u00e0 ma di fare business. Con INCONCRETO facemmo un\u2019indagine per capire come alcuni di questi organismi certificati fossero organizzati. Alcuni mi risposero: \u201cma abbiamo affidato questo business a un consulente esterno, dovrebbe passare nei prossimi giorni \u2026\u201d.<\/p>\n<p>Il fatto che la certificazione del FPC non abbia fatto selezione \u00e8 dimostrato dal fatto che tutti gli impianti che operavano\u00a0 prima del giorno di scadenza dell\u2019obbligo hanno continuato ad operare anche il giorno dopo: o c\u2019era stato il miracolo e tutti gli impianti erano stati adeguati e tutte le organizzazione messe in regola \u2026 oppure i controlli non hanno funzionato. D\u2019altronde la certificazione la paga chi la sostiene, quindi \u00e8 stato facile per qualcuno questa certificazione comprarsela.<\/p>\n<p>E cos\u00ec ci troviamo impianti certificati non automatizzati, non controllati e \u2026 purtroppo spesso che forniscono il caclestrezzo senza nemmeno avere pi\u00f9 l\u2019FPC. E s\u00ec, perch\u00e8 con la crisi si \u00e8 risparmiato anche su questo. Va peraltro evidenziato che l\u2019autorizzazione ha una durata di cinque anni ma il certificato, non riporta la data di scadenza. Abbiamo messo un limite di velocit\u00e0 ma poi non abbiamo attivato i tutor.<\/p>\n<h2>L\u2019incoscienza di Committenti e Professionisti<\/h2>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"img-responsive alignleft\" src=\"https:\/\/webapi.ingenio-web.it\/immagini\/file\/11938\" alt=\"ponte-morandi-degrado-pila.jpg\" \/>Quello che non si rende conto il <strong>direttore lavori, il collaudatore e il committente<\/strong> \u00e8 il pericolo che corre da questa situazione. La responsabilit\u00e0 sulle opere non scade dopo 28 giorni, ma pu\u00f2 durare 10, 50 o 100 anni.<\/p>\n<p>Partiamo da un principio:\u00a0<strong>Il controllo di accettazione cos\u00ec come previsto per legge \u00e8 affidabile solo se chi produce rispetta la legge e quindi opera con impianti automatizzati, tarati, controllati e con un produzione controllata con ricette costantemente aggiornate<\/strong>.<\/p>\n<p>Se questo non avviene il controllo di due cubetti ogni metro cubo di calcestruzzo (inserito nelle norme sulla base delle ipotesi precedenti) non \u00e8 sufficiente.<\/p>\n<p>In opera pu\u00f2 andare davvero di tutto, e se un domani quell\u2019opera dovesse crollare, avere un problema strutturale importante la Direzione Lavori sar\u00e0 la prima a doverne rispondere.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e8 occorre far nascere nell\u2019ambito delle committenze e delle Direzioni Lavori una nuova consapevolezza: <strong>che prima di controllare il calcestruzzo in cantiere sia necessario qualificare l\u2019impianto, sempre.<\/strong> Ne va della sua sicurezza, del suo futuro, legato indissolubilmente con il destino dell\u2019opera.<\/p>\n<h2><\/h2>\n<h2>Pi\u00f9 controlli, un passaggio necessario per riqualificare il settore<\/h2>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"img-responsive alignleft\" src=\"https:\/\/webapi.ingenio-web.it\/immagini\/file\/12654\" alt=\"impianto-calcestruzzo-mobimix-simem.jpg\" \/>Se ci fossero questi controlli sopravviverebbe oggi un 40\/50% degli impianti esistenti. E sarebbero le imprese e gli impianti migliori.<\/p>\n<p>Perch\u00e8 nella filiera del calcestruzzo c\u2019\u00e8 chi ha continuato a credere, a investire sulla propria organizzazione, a mantenere sistemi di controllo della produzione efficace, a manutenere impianti di produzione moderni ed efficienti.<\/p>\n<p>Ci sono aziende che hanno digitalizzato la propstia organizzazione e processi, che hanno investito in salvaguardia dell\u2019ambiente, in ricerca e quindi sono in grado di produrre in modo corretto calcestruzzi autocompattanti, fibroarmati, autoriparanti, impermeabili, \u2026 insomma il calcestruzzo giusto per la spacifica esigenza costruttiva e progettuale.<\/p>\n<p>Ma tutto questo costa e fino ad oggi il loro investire \u00e8 stato penalizzato dal mercato senza regole e controlli.<\/p>\n<p>Se i controlli fossero seri, se le prescrizioni fossere corrette e tecnicamente aggiornate, tutto ci\u00f2 porterebbe a ridurre quindi il numero di impianti e, quindi, a una produzione media vicina ai 30.000 mc\/annui, con la possibilit\u00e0 quindi di poter fare gli investimenti per la manutenzione degli impianti, la taratura delle celle, i controlli della produzione, l\u2019aggiornamento delle ricette e \u2026 forse tornare anche a guadagnare.<\/p>\n<p>Sarebbe il primo passo per poter portare questo settore ad adottare \u2013 non solo su richiesta di pochi clienti \u2013 il mescolatore in tutti gli impianti produttivi, sicuramente un passaggio che favorirebbe la selezione dei produttori e la garanzia sulla qualit\u00e0 del prodotto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Chi progetta deve conoscere i materiali e i processi produttivi<\/h2>\n<p>Al tempo stesso, se chi fa la prescrizione acquisisse maggiore conoscenza sull\u2019evoluzione del calcestruzzo oggi avremmo sempre pi\u00f9 spesso calcestruzzi autoriparanti, impermeabili, resistenti agli agenti aggressivi, pavimentazioni senza giunti, infrastrutture sicure con minori costi di manutenzione \u2026 un\u2019edilizia pi\u00f9 sana e moderna.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"img-responsive alignright\" src=\"https:\/\/webapi.ingenio-web.it\/immagini\/file\/12649\" alt=\"calcestruzzi-irpini.jpg\" \/><\/p>\n<p><strong>Certo dovrebbe tornare ad interessarsi di una materia che tanto ha affascinato la scuola di ingegneria e architettura italiana nei decenni scorsi: la tecnologia dei materiali<\/strong>, oggi purtroppo fuori moda in quanto ormai tutti presi dalla illusione che basti un software per fare un buon progetto.<\/p>\n<p>La conoscenza dei materiali porterebbe poi a una prescrizione pi\u00f9 completa, non pi\u00f9 basata solo sulla classe di resistenza, consistenza e durabilit\u00e0. L\u2019incontro tra imprese, progettisti e fornitori e l\u2019analisi degli obiettivi e delle caratteristiche del cantiere porterebbe a prescrizioni evolute, che sfruttano appieno l\u2019innovazione tecnica e tecnologica del settore.<\/p>\n<p>E le opere avrebbero calcestruzzi migliori di quelli che oggi spesso hanno, perch\u00e8 vedere infrastrutture ed edifici con meno di 10 anni che mostrano gi\u00e0 gli effetti della carbonatazione rappresenta uno scandalo i cui artefici sono molti, forse troppi.<\/p>\n<p><strong>Vorrei ricordare un\u2019esperienza virtuosa che cambi\u00f2 per un certo tempo il settore: i cantieri dell\u2019alta velocit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p>In quel caso una progettazione e direzione lavori davvero attenta ed evoluta, Italferr, insegn\u00f2 a tutti cosa significa qualificare le cave, i fornitori, gli impianti, i mezzi di trasporto, le ricette ed eseguire un controllo reale. Da quella esperienza il settore usc\u00ec cresciuto in mentalit\u00e0 e qualit\u00e0, si formarono molti tecnici, e si ottennero opere che oggi possiamo ancora ammirare. Poi \u00e8 arrivata la crisi, e ci siamo dimenticati molti di quei valori.<\/p>\n<h2>Conclusioni<\/h2>\n<p>La qualit\u00e0 nasce dalla selezione. Se non c\u2019\u00e8 selezione, chi investe in qualit\u00e0, purtroppo spesso perde. Non \u00e8 questo il valore che vogliamo vinca nel nostro amato e trascurato Paese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[Fonte: <a href=\"https:\/\/www.inconcreto.net\/21186-il-male-occulto-del-calcestruzzo-non-e-la-carbonatazione\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.inconcreto.net<\/a>]<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il calcestruzzo \u00e8 un materiale straordinario. 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